Newsletter n. 79 – Gennaio 2013 – Omofobia e fascismo

Care amiche, cari amici,

“Omofobo” è l’insulto equivalente a “fascista” degli anni successivi al 1968. Allora veniva qualificato come fascista chiunque fosse contrario al comunismo. Fascista era chi preferiva la femminilità al femminismo. Fascista era chi riteneva che l’autorità avesse un ruolo importante nella vita privata e pubblica e non sfociasse necessariamente in autoritarismo repressivo. Fascista, insomma, era chi non fosse politicamente corretto e allineato. E una brutta conseguenza era che molti giovani diventavano fascisti senza sapere nulla del fascismo, ma solo per contestare la vulgata di moda, oppressiva e noiosa.

Newsletter n. 78 – Dicembre 2012


Care amiche, cari amici,

sul prossimo numero di Cristianità (n. 366) uscirà questo pro-memoria in vista delle imminenti elezioni politiche e regionali, che vi anticipiamo in allegato. Lo scopo è quello di ricordare i criteri indicati dal Magistero della Chiesa per scegliere chi votare.

I cosiddetti principi non negoziabili, infatti, rimangono validi nonostante siano in pochissimi a ricordarne l’importanza, sia da parte dei probabili candidati sia da parte di chi ha la responsabilità di guidare altre persone. Se vescovi, parroci, intellettuali, giornalisti e in generale coloro che hanno una qualche autorevolezza li mettessero al centro dei loro interventi, forse il dibattito politico non sarebbe limitato alle possibili alleanze elettorali o alle soluzioni economiche per superare la crisi.

Newsletter n. 77 – Dicembre 2012

 

Care amiche, cari amici,

Il discorso del card. Angelo Scola tenuto nella solennità di sant’Ambrogio, il 6 dicembre, non è adatto a lettori frettolosi e superficiali e, d’altra parte, non si presta a letture semplificatrici. Il mio suggerimento è di leggerlo e rileggerlo più volte e di riflettere sui molti problemi che vengono impostati e che non necessariamente possono essere risolti subito facilmente.

 Da parte mia sto facendo altrettanto. Mi limiterò perciò in questa occasione ad affrontare un aspetto dei tanti sollevati dall’arcivescovo ambrosiano, anche se forse è quello a cui ha dedicato maggiore approfondimento.

 Da autentico pastore in questo caso, e non semplicemente da studioso, il card. Scola si pone il problema di come affrontare una delle maggiori difficoltà della “società plurale”, come l’arcivescovo chiama le società occidentali caratterizzate dal pluralismo religioso e soprattutto culturale.

Newsletter n. 75 – Novembre 2012


Annunciando nell’aula della Camera il voto contrario al disegno di legge sui figli naturali, Alfredo Mantovano ha ricordato quanto scriveva nel 1969 Jean-Paul Sartre (rivista Tout, n 12): “Quanto alla famiglia, scomparirà (…) soltanto quando avremo cominciato a sbarazzarci del tabù dell’incesto (…); la libertà deve essere pagata a questo prezzo”. “Oggi – ha detto Mantovano – la Camera dei Deputati paga questo prezzo, dando ragione a uno dei cattivi maestri del Novecento, e calpestando argomentazioni non confessionali o moralistiche, ma di diritto positivo e di coerenza di ordinamento. Una Legislatura che, per mille ragioni, ha fatto pochissimo per la famiglia, si conclude nel peggiore dei modi con la sacralizzazione dell’incesto: in ossequio a quell’ideologia post sessantottina che continua a fare danni“.