La fine e l’inizio

Un secondo libro sul beato Giovanni Paolo II dell’autore della più importante biografia in commercio. Un libro importante per comprendere alcuni degli aspetti di un pontificato che ha prodotto uno straordinario Magistero, ancora largamente sconosciuto e inutilizzato.

Chi pensasse di trovarsi di fronte a una riedizione della precedente e celebre biografia di Weigel su Giovanni Paolo II, magari un completamento rispetto alla parte di pontificato mancante, si ricreda subito. Questo è un altro libro, anche se il protagonista è lo stesso.

Ero Gay

Vittima dell’abbandono da parte del padre quando era un bambino e del conseguente rapporto sbilanciato, ai limiti del morboso, con la madre, Luca si ritrova a mettere in discussione la propria identità di genere e ad intraprendere l’esperienza omosessuale. Dopo i primi amori adolescenziali, l’ingresso nell’età adulta coincide con la scelta di vivere senza timori la propria condizione. Eletto Mister Gay negli anni ’90, si ritrova famoso e molto richiesto a eventi mondani, feste e spettacoli.

Cattolici e Risorgimento

Nella presente opera, frutto di un eloquente scavo archivistico presso il Seminario di Ventimiglia, in cui il protagonista si formò, e presso altri archivi interessati, Sanguinetti estrae dalle ombre dell’oblio la figura del giornalista cattolico intransigente don Giacomo Margotti (1823-87), fondatore del quotidiano torinese L’Unità Cattolica (1863), protagonista nel XIX secolo di polemiche infuocate, estromesso inopinatamente nel XX dalla memoria collettiva dell’Italia e del mondo cattolico. Suo fu il motto “né eletti, né elettori” che sostanziò la strategia del non expedit fino al 1904, quando S. Pio X (1903-14) sciolse l’Opera dei Congressi a favore di nuove modalità d’apostolato.

Luigi Gedda e il movimento cattolico in Italia

Luigi Gedda (1902-2000) ha attraversato il XX secolo. Da protagonista fino agli anni Sessanta, da «emarginato » nei successivi quarant’anni. La guida dei Comitati Civici nelle elezioni del 18 aprile 1948 (uno scontro di civiltà che segna la nascita dell’Italia moderna), il presidente dell’Azione Cattolica dal 1952 al 1959, considerato « onnipotente » per la sua vicinanza a Pio XII, viene negli anni successivi messo in un angolo e su di lui si scaricano il livore storiografico e un’acredine tanto amara quanto persistente nel tempo. Ma lui non si ribella e neppure si lascia disorientare. Accetta con grande umiltà il suo nuovo ruolo, continua a svolgere la sua professione medica, e soprattutto continua a guidare l’amata Società operaia, l’associazione fondata durante la Seconda guerra mondiale per la santificazione dei propri membri.