Incontro con Robert Oscar Lopez

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Abbiamo bisogno di studi per dire che un bambino ha bisogno di un papà e una mamma?” 

La serata di martedì 1 aprile Milano ha avuto la fortuna di sentire la testimonianza di un uomo che ha vissuto sulla propria pelle cosa significhi crescere in una famiglia omo-genitoriale: si tratta del californiano Robert Oscar Lopez, intervenuto ieri alle 21.00 in un’aula gremita di gente (alcuni hanno dovuto ascoltare in piedi) di Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano.  

L’incontro, organizzato da Alleanza Cattolica, Fondazione Tempi e Obiettivo Chaire, è stato introdotto dall’avvocato e consigliere della Provincia di Milano del Nuovo Centro Destra Nicolò Mardegan, che ha brevemente ricordato gli elementi fondamentali della dittatura del gender alla quale numerosi paesi (tra cui anche l’Italia) stanno andando incontro.

Il suo intervento è stato seguito da quello di Benedetta Frigerio, giornalista del settimanale Tempi, la quale ha descritto le vicende del principale relatore Robert Oscar Lopez, il quale ha preso la parola subito dopo di lei. Dopo essersi brevemente presentato ha avuto modo di descrivere il dramma che ha vissuto da quando la madre ha divorziato dal padre per andare a vivere con la sua compagna, quando il piccolo Lopez era solo un bambino. Ricorda come “crescere con due donne mi fece soffrire, più dei miei compagni cresciuti in famiglie divorziate” e che “la relazione tra mia mamma e la sua compagna e sempre stata molto intensa. Ma non mi hanno mai posto al centro della loro attenzione.”

 

Un travaglio che però si è concluso felicemente, da un lato con il ritrovamento del padre (a detta dello stesso Lopez è stato fondamentale il momento in cui ha potuto dirgli di persona “io sono tuo figlio, tu sei mio padre” dopo tanti anni vissuti senza di lui) e dall’altro l’incontro con quella donna che ora è sua moglie, la quale lo ha amato (e lo ama) nonostante le sue vicende di vita fuori dal comune. “Mia moglie è unica. Con lei e scattata una scintilla, non perché è donna o eterosessuale, ma perché è semplicemente lei. Sono stato sorpreso dall’amore di una donna nei confronti di uno con una vita strana come la mia”.

Sulla base del suo vissuto personale si oppone ai progetti di legge di matrimonio e adozione omosessuale: “Io mi sono fatto portavoce del movimento contro l’adozione omosessuale perché vedo dei bambini adottivi strappati ingiustamente dalle loro vite, e questo acuisce la mia sofferenza”. Lopez ha inoltre denunciato, gli aspetti ideologici intrinseci in quell’omosessualismo che vide nascere nel periodo in cui frequentava l’università. “Si tratta di un totalitarismo. O pro o contro. Sono stato discriminato dai gay, non dagli etero!”, fermo restando che: “Il problema […] è la lobby gay, non l’individuo omosessuale.” e che in ogni caso bisogna “amare la persona in quanto tale”.

Pietro Invernizzi, portavoce delle Sentinelle in Piedi di Milano, ha simultaneamente tradotto dall’inglese gli interventi di Oscar Lopez. Diverse sono state le domande rivolte al relatore da parte del numeroso pubblico presente in sala.   

Federico Sesia 

 

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