Newsletter Giugno 2009

 

 

Andare a votare in un’epoca di profonda crisi morale e culturale raramente è entusiasmante. Infatti, non capita spesso di trovare il candidato ideale sia dal punto di vista politico sia da quello personale. Quando lo troviamo rispettoso o addirittura promotore dei “principi non negoziabili” e della dottrina sociale della Chiesa, spesso è inadeguato sul piano della vita privata e capita frequentemente di rendersi conto che non possiede le qualità minime per rappresentare il mandato che gli stiamo per affidare.
Ma il bene comune di un popolo va comunque perseguito, anche in una tornata elettorale, come i prossimi ballottaggi amministrativi, in cui la possibilità di scegliere per noi elettori è “secca”, senza alternative ai due candidati rimasti in lizza. Anche in questa occasione dovremo scegliere chi potrà fare meno danni al bene comune, una volta eletto, anche se è personalmente lontano da quei principi che vorremmo vedere realizzati nella vita pubblica, perché l’altro (nel senso dell’altra coalizione politica) è ancora più lontano.

Newsletter Maggio 2009


In memoriam

E’ morto a Genova giovedì 7 maggio don Gianni Baget Bozzo. Aveva 84 anni.
Sacerdote, teologo e politologo, uomo di grande cultura e di sicura fedeltà alla Chiesa, ha avuto una biografia culturale e politica estremamente complessa. Ripercorrerla significa rivedere le fasi salienti della recente storia italiana, i nodi principali che lo hanno visto attento e intelligente analista e interprete, e spesso anche protagonista.
Come ha scritto lui stesso in una sorta di autobiografia uscita nel 1997 su Panorama, richiestagli dall’allora direttore Giuliano Ferrara, la sua patria è stata sempre e soprattutto la Chiesa. Per questo, giovane studente liceale negli ultimi anni del regime fascista, alle prese con lo scontro ideologico tra fascisti e comunisti, scelse la Chiesa e i suoi eroi erano gli zuavi pontifici caduti a Castelfidardo per difendere il Papa nel 1859.

Newsletter Aprile 2009


Segnalazione libro

Il libro è sempre stato uno dei principali strumenti dell’apostolato culturale di Alleanza Cattolica, soprattutto in tempi lontani, quando i libri “buoni” erano pochissimi e quando l’uscita di un buon libro era un evento, una vera e propria occasione di festa.
L’amore per il libro e per il suo uso apostolico era una caratteristica dell’Amicizia Cristiana, l’associazione di laici che sta all’inizio della presenza pubblica dei cattolici italiani, negli anni dell’invasione napoleonica della Penisola, e che ebbe un importante influsso culturale nella prima metà del XIX secolo. Anche per loro il libro era un’occasione, un’opportunità per avvicinare le persone e iniziare con loro un dialogo, ma soprattutto un mezzo di formazione personale e di gruppo.

Newsletter Marzo 2009


Solo e odiato
Una lettera del Papa ai vescovi
dopo la revoca della scomunica

Una lettera del Papa indirizzata a tutti i vescovi della Chiesa cattolica, con un linguaggio diretto, assolutamente chiaro ed esplicito, inusuale e assolutamente privo di ogni forma di “ecclesiastichese”. Una lettera di chiarificazione dopo tutti i malintesi sorti in seguito alla revoca della scomunica ai 4 vescovi ordinati, validamente ma senza mandato della Santa Sede, da mons. Marcel Lefebvre nel 1988.
Ecco i punti essenziali.

Newsletter Febbraio 2009 – Seconda

E’ singolare che il neo segretario del Partito Democratico Dario Franceschini abbia sentito la necessità di inaugurare la sua nomina a leader del partito recandosi nel Castello Estense della sua città natale, Ferrara, per giurare sulla Costituzione, dopo aver scelto la linea dell’autodeterminazione a proposito della legge sul fine vita, in discussione al Senato, nel discorso in cui accettava la nomina al posto di Walter Veltroni alla guida del partito.
Franceschini viene dalla storia del cattolicesimo democratico italiano, dalla Democrazia Cristiana. La stessa storia che ha spinto il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro a essere l’unico oratore nella manifestazione dello stesso Pd in difesa della Costituzione pochi giorni prima delle dimissioni di Veltroni, oppure il senatore a vita Giulio Andreotti a dare ragione al Presidente Napolitano nella polemica con Silvio Berlusconi a proposito del decreto che avrebbe potuto salvare la vita a Eluana Englaro, oppure ancora il monaco Giuseppe Dossetti a uscire dal convento nel 1994 per fondare i comitati in difesa della Costituzione che, anche allora, era “minacciata” dall’attuale Presidente del Consiglio.