Newsletter Aprile 2010 – Prima

 
Il Papa e la natura dell’uomo

Care amiche, cari amici,
tra sabato sera e domenica pomeriggio (11.12 aprile) su Canale 5 (Tv di centro-destra?) sono andati in onda rispettivamente un’intervista a un uomo “incinto” (si dice così?) con tanto di compagna/o a fianco, già genitori di altri due figli, e una lunga intervista all’on. Paola Concia, già presidente dell’Arcilesbica, parlamentare del Partito democratico, che per oltre mezz’ora ha raccontato la sua iniziazione omosessuale e la sua decisione di convolare a nozze con la sua nuova compagna tedesca (in Germania, perché nell’Italia reazionaria guidata dal capo del governo e della Tv alla quale era stata invitata non si può ancora). La cosa ancora più sorprendente era che le due interviste erano precedute o seguite da altri personaggi miracolati da padre Pio, ad attrici particolarmente affascinanti, il tutto mischiato in una totale confusione che lasciava sconcertato il povero telespettatore. E la cosa che mi ha colpito anche di più era l’impegno delle giornaliste intervistatrici nel presentare come “normale” tutto quanto “passava” sullo schermo, saltando con noncuranza dal parto maschile alla santità e al miracolo, all’omosessualità ritenuta come condizione normale.

Newsletter n° 65 – Aprile 2012

 

Care amiche, cari amici

fra i diversi interventi dei giorni precedenti la Pasqua, ve ne è uno di papa Benedetto XVI che merita una particolare attenzione. Si tratta dell’omelia durante la Messa crismale del Giovedì santo, 5 aprile. In essa il Santo Padre ha preso spunto da un recente “appello alla disobbedienza” di sacerdoti austriaci (circa il 10% del totale, un numero preoccupante) per ricordare ai preti, ma in generale a tutti i cattolici, il dovere dell’obbedienza al Magistero della Chiesa. Niente di nuovo, si potrebbe pensare, anche se la dimensione numerica di chi nella Chiesa rifiuta il Magistero, o comunque non ne tiene conto non leggendolo quasi mai, è veramente estesa.
Ma c’è un aspetto che va oltre questa considerazione e che mi pare giusto sottolineare perché i discorsi del Papa andrebbero sempre riletti due volte, per coglierne la profondità.