
Suona la sveglia del lunedì, ma a differenza dei nove mesi precedenti ragazzi, adolescenti e giovani si alzano molto più volentieri. Comincia l’avventura annuale dell’oratorio estivo, che, come ha detto l’arcivescovo card. Angelo Scola, è uno dei momenti in cui la Chiesa raggiunge la sua massima visibilità.
Il titolo dell’oratorio estivo 2014, che prende le mosse giusto in queste ore, è molto sintetico: Piano terra. Si spiega con il sottotitolo: “E venne ad abitare in mezzo a noi”. Sono ovviamente le parole del prologo al Vangelo di Giovanni, che gli ambrosiani ascoltano con gioia la notte di Natale. Dio si è fatto uomo, ha preso dimora su questa terra, in obbedienza ad un disegno che corre dall’inizio dei secoli.
Mentre questo concetto viene enucleato dai predicatori, molti degli ascoltatori dicembrini, specialmente quelli che vanno a Messa solo il 25 dicembre, pensano ai regali o alla tavolata. La superficialità contemporanea è frutto del processo di secolarizzazione, che ha diviso Fede e vita. La Chiesa, che è madre e maestra, conosce la debolezza delle sue pecore ed anche tramite lo strumento dell’oratorio estivo le rinfranca con la sana dottrina. Il card. Scola stesso avverte: “In quella realtà straordinaria che è l’oratorio estivo cercheremo insieme di vivere a tutto campo il campo che è il mondo”, ovvero metteremo il massimo delle energie per seminare il Vangelo, mostrare come parli a tutte le dimensioni dell’umano ed offrire scampoli di vera comunità cristiana.
Il cardine dell’annuncio cristiano è il mistero dell’Incarnazione. Si è partiti tre anni fa con la Parola (Passpartout): “In principio era il Verbo” (Gv. 1,1). Questo Verbo si è fatto carne (Everybody) ed ora si pone l’accento proprio sul suo abitare la terra, uomo tra gli uomini, eppure Dio.
“Lasciare un segno stabile, insostituibile e del tutto personale in uno spazio che è il proprio spazio è ciò che significa abitare: noi lo proporremo ai ragazzi come stile di vita perché nessuno «si lasci vivere», ma ciascuno sia protagonista della sua vita, per crescere secondo la forma propria del Vangelo. Ha fatto così Gesù: è entrato in punta di piedi nel mondo ma poi, con la sua impronta e il suo passaggio, lo ha trasformato, e ora questo mondo non è più lo stesso!”,
grida la presentazione ufficiale curata dalla FOM, ma è anche vero che Gesù restaura l’ordine originale del globo, quello stabilito ante peccatum dal Padre. Il card. Scola non manca mai di sottolineare che se il mondo è, appunto, opera di un Creatore, lo si deve guardare con “lo stesso sguardo paziente del Padre che dal cielo ci guida”. Non manca, cioè, di ricordare che l’uomo non ha il potere di alterare il progetto divino, ma ha anzi il dovere di preservarlo.
I ragazzi, ma anche gli animatori, sono così chiamati in questi mesi ad un cammino spirituale in cui apprendere un atteggiamento di meraviglia e rispetto di fronte alla creazione. Per essere, come ha detto l’arcivescovo il 23 maggio in Duomo, non solo cattolici devoti, ma anche cittadini veramente consci di ciò che c’è in palio nell’agone pubblico quando, ad esempio, si attacca la legge naturale.
Michele Brambilla






