Ad un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, l’arcivescovo spiega cosa ogni cattolico, nel suo piccolo, può fare per costruire la pace. La testimonianza del card. Dieudonnè Nzapalaiga
di Michele Brambilla
Il 24 febbraio 2022 iniziava l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe. Ad un anno di distanza, mons. Mario Delpini pubblica un comunicato che illustra le iniziative nell’arcidiocesi per commemorare e opporsi al conflitto, ancora in corso.
«Noi vogliamo la pace. I popoli vogliono la pace. I poveri vogliono la pace. I cristiani vogliono la pace. I fedeli di ogni religione vogliono la pace», insiste l’arcivescovo, ma la pace non c’è. «E coloro che decidono le sorti dei popoli decidono la guerra, causano la guerra. E dopo averla causata non sanno più come fare per porre fine alla guerra», commenta amaramente mons. Delpini.
Allora, «in queste vie senza uscita che tormentano tanti Paesi del mondo, umiliano la giustizia e distruggono in molti modi le civiltà, le famiglie, le persone e gli ambienti, che cosa possiamo fare? Dichiariamo la nostra impotenza, ma non possiamo lasciarci convincere alla rassegnazione. Noi crediamo che Dio è Padre di tutti, come Gesù ci ha rivelato. Crediamo che Dio manda il suo Santo Spirito per seminare nei cuori e nelle menti di tutti, compresi i potenti della terra, pensieri e sentimenti di pace e il desiderio struggente della giustizia».
«Il 24 febbraio molte manifestazioni sono organizzate per ricordare il primo anniversario di un evento tragico e promuovere iniziative di pace», in più «raccogliamo con gratitudine l’appello accorato e insistente di Papa Francesco, ammiriamo la sua tenacia, riflettiamo sul suo insegnamento e insieme con tutti i fratelli e le sorelle che vogliono la pace nella giustizia». Il Pontefice invita soprattutto a pregare, «per questo propongo che nella Diocesi di Milano si viva la Quaresima come tempo di invocazione, di pensiero, di opere di penitenza e di preghiera per la pace. Coltiviamo la convinzione che solo un risveglio delle coscienze, della ragione, dello spirito può sostenere i popoli, i governanti e gli organismi internazionali nel costruire la pace», se gli sforzi umani sono illuminati dalla Speranza teologale.
Nei giorni 15-18 febbraio fa tappa nel decanato di Cernusco sul Naviglio l’arcivescovo di Bangui (Repubblica Centrafricana), card. Dieudonnè Nzapalaiga. Incontra il 15 febbraio la popolazione di Cassina de’ Pecchi nel corso di una conferenza moderata da don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana, e il 16 i giovani del decanato nel Teatro Schuster di Pioltello. Il porporato ricorda che «Dio vuole che gli uomini vivano assieme» e che «quando c’è un conflitto la prima cosa da fare è pregare, perché solo la preghiera può darci la forza per pensare alla pace che ci sarà dopo». Interpellato sullo scontro Kiev-Mosca, sulla base della sua esperienza personale nella guerra civile che ha opposto cristiani e musulmani nel Centrafrica, risponde: «c’è il conflitto tra Russia e Ucraina? Prendiamo l’occasione per incontrare russi e ucraini. Non è che tutti i russi sono andati a fare la guerra. Inoltre se posiamo lo sguardo sulla persona che l’immaginario dipinge come nemico allora vedo che ha occhi, bocca, braccia. Insomma, che è simile a noi».
Lunedì, 20 febbraio 2023






