«Concedi, o Dio onnipotente, che il nostro cuore devoto celebri con frutti di grazia il Natale di Cristo che sta per venire; serbaci alla scuola delle celesti cose e nella tristezza dei tempi presenti donaci un po’ di gioia».
di Michele Brambilla
Nella II feria prenatalizia de exceptato ambrosiana si legge un’orazione molto particolare, che ridesta sempre l’attenzione dei fedeli: «Concedi, o Dio onnipotente, che il nostro cuore devoto celebri con frutti di grazia il Natale di Cristo che sta per venire; serbaci alla scuola delle celesti cose e nella tristezza dei tempi presenti donaci un po’ di gioia». A colpire è proprio quel «un po’ di gioia», che rimanda al «in hac lacrimarum valle» della Salve Regina. I giorni dell’uomo sono fuggevoli e, spesso, gravati di molte ansietà e dolori, eppure il Signore non abbandona, si fa Emmanuele (“Dio-con-noi”) e dona alla nostra vita quotidiana la Sua forza trasformante.
Sono accenti che i genitori e l’equipe socio-sanitaria della clinica pediatrica “la Nostra Famiglia” di Bosisio Parini, dove mons. Mario Delpini si reca la mattina del 18 dicembre per celebrarvi la Messa in preparazione al Natale, conoscono molto bene, dovendo affrontare il mistero del dolore innocente impresso nella carne dei bambini ricoverati.
L’arcivescovo di Milano viene accolto da un presepe vivente che non nasconde nessuna piaga dei piccoli degenti: a vestire i panni di Maria è, per esempio, una bambina costretta sulla sedia a rotelle. Laura Baroffio, la direttrice del Centro di Bosisio Parini, accoglie mons. Delpini premettendo che «Oggi è un giorno speciale, siamo qui riuniti come una grande famiglia che aspetta Gesù Bambino». E confida: «Una bambina ieri mi ha detto che oggi sarebbe arrivato il suo amico Mario: ecco, noi chiediamo per ciascuno di noi, per piccoli e grandi, per le nostre famiglie e per tutta la nostra Associazione una benedizione nel segno di questa amicizia per un Natale e un nuovo anno nella pace».
Mons. Delpini ricambia affermando: «La benedizione è un’alleanza che Dio fa con ciascuno e voi siete benedizione per chi incontrate». Dio non è lontano da Bosisio Parini. Agisce con le mani dei medici e dei volontari che si prendono cura dei pazienti, ma anche per mezzo degli stessi bambini. «Anche voi», assicura l’arcivescovo, «siete parte della moltitudine degli angeli, come l’angelo Serafino, che non sapeva cantare e allora svegliava i pastori con una carezza. O come l’angelo Poverino, che non sapeva giocare a pallone, scalare le montagne o usare il computer, ma indicava col sorriso l’arrivo di Gesù. O ancora come l’angelo Che è lì vicino, che indicava la strada e sapeva dire la parola giusta a chi era stanco». In questo passaggio mons. Delpini dà certamente spazio alla sua conosciuta propensione a trasmettere messaggi profondi attraverso il metodo della narrazione: il suo scopo è, infatti, far comprendere anche ai bambini presenti la loro preziosità agli occhi di Dio. La mentalità nihilista contemporanea vorrebbe destinare questi “bambolotti” venuti male alla “discarica” dell’aborto selettivo o dell’eutanasia. Invece i bambini, tutti i bambini, nella loro semplicità ci sono, testimoni di Colui che ha voluto condividere la nostra condizione umana, eccetto il peccato.
Lunedì, 23 dicembre 2019






