Il cordoglio del clero e del popolo ambrosiani per il card. Renato Corti, che è stato vicario generale dell’arcidiocesi di Milano e vescovo di Novara. Fu creato cardinale nel 2016 da Papa Francesco.
di Michele Brambilla
La mattina del 12 maggio è tornato alla casa del Padre il card. Renato Corti, figura illustre del clero ambrosiano. Il suo decesso non è, però, da imputare al coronavirus. Il necrologio ufficiale dell’arcidiocesi di Milano ripercorre le principali tappe della sua esistenza terrena: «Renato Corti era nato a Galbiate», in provincia di Lecco, «il 1° marzo 1936 da famiglia di lavoratori. Dopo la scuola elementare passò ai Seminari milanesi, completando progressivamente la sua formazione» fino a ricevere l’ordinazione sacerdotale (28 giugno 1959) dalle mani dell’arcivescovo card. Giovanni Battista Montini, vale a dire san Paolo VI. Vicario parrocchiale fino al 1967, divenne poi direttore spirituale dei collegi arcivescovili e dei seminari diocesani di Saronno e Venegono Inferiore per quanto riguarda il primo biennio di formazione dei chierici. Padre Patrizio Garascia, attuale superiore degli Oblati missionari di Rho, ricorda il card. Corti proprio come figura di riferimento spirituale: «sì, un grande punto di riferimento per noi, per molti sacerdoti e tanta gente. La sua presenza a tavola, per esempio, era sempre molto significativa. Ci teneva, dicendo spesso che il momento della tavola è di comunione per leggere la realtà ispirati dal Vangelo. Dialogando tra noi, non c’era mai nessuno spiraglio di banalità; era sempre “sul pezzo” e appassionato dentro le vicende della Chiesa, della società, con il desiderio di far arrivare a tutti l’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo».
Nel 1980 arrivò la nomina a vicario generale dell’arcidiocesi di Milano dall’appena insediato mons. Carlo Maria Martini. Mons. Martini voleva che i suoi principali collaboratori facessero vita comune con l’arcivescovo, pertanto mons. Corti cominciò a risedere negli appartamenti dei canonici in piazza Fontana.
«Nominato vescovo di Novara, il 19 dicembre 1990», mons. Corti «fece l’ingresso solenne il 3 marzo 1991». Come sottolinea il necrologio, «Corti aveva scelto come motto “Cor ad cor loquitur”: una frase coniata da Newman», di cui era molto devoto, «e che esprimeva un programma di attenzione “cordiale” non solo alle comunità, ma alle singole persone». Seguirono il 24 novembre 2011 le dimissioni per limiti d’età: al suo ritorno nella diocesi natia, il vescovo emerito di Novara prese a risiedere nella Casa degli Oblati di Rho, di cui divenne infaticabile collaboratore nelle missioni al popolo. Un ministero che gli valse, il 19 novembre 2016, la porpora cardinalizia, concessa da Papa Francesco. Proprio il Pontefice scrive nel telegramma di cordoglio inviato dalla Santa Sede: «penso con gratitudine all’intenso ministero spirituale e pastorale da lui profuso senza risparmiarsi, anzi consumandosi per il Vangelo, dapprima nella nativa arcidiocesi di Milano, in particolare nella formazione dei seminaristi e dei sacerdoti e come vicario generale, e poi per lunghi anni come mite e saggio pastore di codesta Chiesa novarese. Penso altresì al suo genuino amore per la missione e al ministero della predicazione che ha esercitato con grande generosità, in tutto animato dal desiderio appassionato di comunicare il Vangelo di Cristo».
I funerali ambrosiani si svolgono nel santuario di Rho la mattina del 16 maggio. Il 19 maggio è prevista la sepoltura a Novara.
Lunedì, 18 maggio 2020






