Nella lettera alle famiglie per le festività natalizie mons. Delpini dà la parola alla grande testimone di Magenta, di cui nel 2022 si celebrerà il centenario della nascita
di Michele Brambilla
Nel 2022 l’arcidiocesi di Milano vivrà anniversari molto importanti: il centenario dell’elezione di Papa Pio XI (al secolo Achille Ratti) il 6 febbraio, quello della nascita di santa Gianna Beretta Molla (4 ottobre) e, pochissimi giorni dopo (15 ottobre), quello del fondatore di Comunione e Liberazione, il servo di Dio mons. Luigi Giussani, nativo della medesima Desio di Papa Ratti. La lettera alle famiglie di mons. Mario Delpini, che i sacerdoti distribuiscono nelle case o ai propri collaboratori (quest’anno si è potuto tornare parzialmente alla tradizione per quanto riguarda le benedizioni natalizie), è intitolata Cari amici vi scrivo, ma la parola viene data a santa Gianna, di cui si fornisce anche una breve biografia. L’arcivescovo ritiene, infatti, che il grande medico di Mesero sia un esempio da riscoprire: «ho immaginato che fosse santa Gianna Beretta Molla a scrivere lettere di augurio per questo Natale. Si avvicina il centenario della nascita della santa (4 ottobre 1922). Si ripropone quindi un’occasione per stabilire un rapporto di familiarità, di confidenza», ma soprattutto «di imitazione nei confronti di una donna esemplare per molti aspetti», dato che non disgiunse mai la sua professione di fede dalla vita professionale e si presta a ricordare valori oggi vilipesi, come quelli della famiglia e della sacralità della vita umana.
La lettera, da questo punto di vista, non fa sconti: a Martina, sedicenne spensierata (che perlomeno pensa alla matrimonio), scrive che «devi prepararti fin da adesso alla famiglia. Non si può addentrarsi in questa strada se non c’è amore. Amore vero: che vuol dire che ti perfezioni nell’amore solo donandoti con tutta te stessa a un’altra persona», perché, ammonisce, «l’amore deve essere totale, pieno, completo, regolato dalle leggi di Dio e deve eternarsi in cielo».
Rivolgendosi ad un medico, non teme di ricordargli che «la certezza della presenza amica del Signore e dello Spirito Santo è il fondamento della serenità e della fortezza» che è richiesta alla professione medica. «Se puoi», dice santa Gianna, «aiuta i tuoi colleghi ad avere sempre il senso della sacralità della vita, anche se è appena annunciata nel grembo di una donna, anche se è logorata dagli anni e dalle malattie. Diventiamo medici per prenderci cura della vita, sempre».
Raccontando di un bambino irrequieto, figlio di genitori agnostici, che viene ospitato dalla nonna tenacemente cattolica, l’arcivescovo rimprovera la dilazione del Battesimo che si pratica, ormai, in numerose famiglie: il Mistero bussa comunque alle porte di ciascuno e «la storia che racconta la nonna non è, però, una favola», ma una realtà che ci dona la Salvezza. «Ecco perché Natale ricorda la luce nella notte: perché non devi più aver paura del buio», metafora trasparente dello stato di peccato, specie se non è ancora stato rimesso il peccato originale. «Dicono», infatti, «che Natale sia la festa dei bambini. In realtà, è la festa di Gesù: si ricorda il mistero il mistero della sua nascita a Betlemme per celebrare il mistero del nostro rinascere per diventare figli di Dio» attraverso i Sacramenti.
Lunedì, 20 dicembre 2021






