In un solo giorno Milano passa dal giusto giubilo per la canonizzazione del beato Carlo Acutis allo sconcerto e al dolore per la tragica scomparsa del rettore dell’Università Cattolica
di Michele Brambilla
La mattina del 23 maggio Papa Francesco dà il via libera alla canonizzazione del beato Carlo Acutis (1991-2006). Mons. Mario Delpini, nelle sue dichiarazioni a commento della notizia, riconosce nella biografia del futuro santo «un segno per incoraggiare gli adolescenti ad avere stima di sé, a coltivare speranze audaci, a smentire la tristezza del mondo».
La stessa Fondazione Oratori Milanese valorizza molto la figura di Acutis per la pastorale giovanile e accanto alla tomba del giovane, nel santuario della Spogliazione ad Assisi, arde la lampada degli oratori, alimentata dall’olio portato ogni anno dai pellegrini ambrosiani. La devozione nei suoi confronti è in crescita perché «è un santo vicino a questa generazione di giovani, con i quali condivide una stagione culturale, l’epoca di Internet. Nella sua esperienza di crescita ci sono molti tratti in cui i ragazzi di oggi si possono ritrovare, diversamente con quanto magari accade per altri santi giovani, ma vissuti in un tempo storico culturale sociale completamente diverso», osserva il direttore della FOM, don Stefano Guidi.
Nel giro di poche ore, però, il mondo cattolico milanese passa dalla gioia al dolore. Nella tarda serata di quello stesso 23 maggio il rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, in carica dal 1 gennaio 2013 e ormai in scadenza (a luglio si sarebbe comunque votato per il successore), si toglie la vita gettandosi dal sesto piano del palazzo in cui abita, a Milano. Al cordoglio si affianca, quindi, lo sconcerto, assieme al desiderio di comprendere maggiormente un gesto senza dubbio inaspettato.
Immediate le condoglianze della CEI e dello stesso Pontefice, che nel suo telegramma ricorda «l’impegno per la promozione dei valori cristiani in ambito universitario, favorendo il dialogo con le nuove generazioni».
Mons. Delpini, che di diritto è presidente dell’Istituto “Giuseppe Toniolo”, l’ente che fin dalle origini regola e finanzia l’Università milanese, prende anche lui la parola sulla tragedia. I giornalisti lo colgono proprio sulla soglia dell’Università Cattolica, dove in queste ore si stanno tenendo, ovviamente, diverse riunioni “d’emergenza”. Nell’intervista, rilanciata poi dal sito diocesano, descrive Anelli come «un professore di grande competenza, di grande cultura, che ha dato molto all’Università, anche in situazioni molto impegnative». «Di fronte all’enigma le parole non si riescono a pronunciare se non facendo confusione e creando ferite. Non so dire altro che invitare alla preghiera», aggiunge senza addentrarsi in analisi, ipotesi e dietrologie.
Un invito che credo sia doveroso accogliere, sull’esempio del beato Carlo Acutis, che ha sempre portato gioie e dolori davanti a Gesù Eucaristia. L’adorazione eucaristica è, come noto, al centro della spiritualità dell’Università Cattolica fin dai tempi di padre Agostino Gemelli (1878-1959), che aveva tra i suoi principali collaboratori la beata Armida Barelli (1882-1952). Come si diceva giusto poche settimane fa su queste colonne, Milano cattolica non dimentichi, anche in questi tristi frangenti, la santità delle sue radici.
Lunedì, 27 maggio 2024






