L’arcidiocesi di Milano punta il suo sguardo sul Giubileo con l’indicazione delle chiese giubilari e la centratura dei percorsi di pastorale giovanile sulla canonizzazione del beato Carlo Acutis
di Michele Brambilla
Nel mese di luglio mons. Mario Delpini fornisce per decreto l’elenco delle chiese giubilari sul territorio dell’arcidiocesi milanese. Non si tratta, precisa la bolla papale di indizione del Giubileo 2025, di altrettante Porte Sante, visto che esse saranno aperte solo a Roma (lo precisa la stessa Santa Sede il 1 agosto), ma di «spazi di accoglienza, in cui generare speranza». E «pellegrini di speranza» è proprio titolo che la bolla attribuisce ai romei e ai fedeli che si recheranno nei santuari locali.
In connessione a quanto appena detto, l’arcidiocesi rende noti anche i percorsi di avvicinamento della pastorale giovanile al Giubileo. L’anno oratoriano avrà come tema Tutto cambia, incentrato sulla conversione interiore che le pratiche giubilari richiedono. «Tutto cambia, con Gesù. La porta a forma di croce del nostro logo è quella da cui Gesù attende pazientemente di passare per abitare in noi, ma è anche la porta della nostra decisione di incontrarlo», spiega infatti don Stefano Guidi, il direttore della Fondazione Oratori Milanesi. «Quando si apre la porta della fede, tutto cambia e la vita assume colori diversi», ne nasce una lettura nuova della storia e della realtà umane.
Filo conduttore delle proposte pastorali rivolte ai ragazzi degli oratori la canonizzazione del beato Carlo Acutis (1991-2006) nel corso del Giubileo. Il prossimo 12 ottobre, memoria liturgica del beato Carlo, sarà un giorno di festa in tutte le comunità giovanili ambrosiane. Si propone anche un pellegrinaggio itinerante delle reliquie del beato presenti nell’arcidiocesi. Nella migliore tradizione degli oratori milanesi, la FOM sta preparando alcuni copioni teatrali, adattati all’età degli attori, sulla vita di Carlo Acutis. Non solo: nell’aprile 2023 ad Assisi, sulla tomba di Carlo, il vescovo ausiliare mons. Luca Raimondi ha acceso, a nome di mons. Delpini, la lampada degli oratori. Ogni ragazzo può contribuire personalmente al suo mantenimento con un’offerta libera.
Il vicario generale dell’arcidiocesi, mons. Franco Agnesi, nell’intervista del 30 luglio e il liturgista mons. Claudio Magnoli ricordano che nell’anno pastorale entrerà in vigore la nuova edizione del Messale Ambrosiano. Mons. Agnesi condivide con mons. Delpini l’attenzione all’anno liturgico, che «è la fonte della vita cristiana e il fondamento della fraternità. Questo richiamo ci deve portare a riflettere sul fatto che, forse, facciamo fatica a celebrare insieme l’Eucaristia come incontro con il Signore Gesù vivo. Il richiamo all’anno liturgico, da una parte, ci ricorda questo primato, dall’altra ci rende più liberi da programmi rigidi e ripetitivi. Come l’arcivescovo ricorda un po’ ironicamente, non si tratta di avere un calendario già pronto, ma di vivere l’esistenza con un respiro e una dimensione autenticamente umani».
Il 31 luglio mons. Magnoli, oltre a presentare brevemente le caratteristiche del volume, che saranno sicuramente oggetto di maggiore approfondimento nelle parrocchie con l’avvicinarsi della I domenica di Avvento, sottolinea anche lui la centralità delle comunità locali, radunate attorno all’Eucarestia, chiamate a comprendere sempre meglio i grandi Misteri celebrati. Le novità, a parte l’allineamento della scansione dell’anno liturgico al dettato del Lezionario 2008, ricalcano molto spesso quanto già accolto nella nuova edizione del Messale Romano. Si preannuncia, però, che la veste grafica sarà fortunatamente identica all’edizione del 1976: un indizio rassicurante sul rispetto e la cura con la quale ci si è accostati alla tradizione liturgica ambrosiana.
Lunedì, 5 agosto 2024






