La Chiesa, un “ingranaggio” a volte complicato e spesso addormentato, ma paragonabile a quello dei campanili, che continuano a chiamarci alla festa di Dio
di Michele Brambilla
«Alcune Chiese sono come vecchie zie: dopo tanto lavoro si godono la pensione. Sono generose, ma non si sentono mai abbastanza ringraziate e valorizzate. Si lamentano del mondo, dei bambini, delle prediche lunghe», scrive, scherzando, mons. Mario Delpini il 22 ottobre, nella sua “striscia quotidiana” dal Sinodo sulla sinodalità. Due giorni dopo (24 ottobre), a Seveso, la Formazione permanente del clero e l’Azione Cattolica pongono al centro di un incontro per i sacerdoti diocesani alcune ricerche sociologiche, in cui si certifica un forte allontanamento degli italiani dai riti religiosi anni prima del Covid.
Le comunità cristiane occidentali sono quindi caratterizzate da un certo torpore spirituale e quanti se ne occupano si perdono, spesso, nelle stesse discussioni vane che si odono al di fuori dell’ambito ecclesiale. «Queste cose le penso, ma non le dico: dispiacciono a questo o a quello. Il galateo della compiacenza», oppure «voglio dire a tutti i costi quello che penso, dire e ridire ancora: devo convincere che ho ragione. La prepotenza dell’ideologia», fino a pensare, con presunzione, che «ho delle cose da dire, ma non le dico. Tanto non capiscono», ironizza l’arcivescovo nel pensiero del 21 ottobre. Il culmine dell’ironia si è toccato il 18 ottobre, quando mons. Delpini ha riportato che «se ti chiedono: “Come va il Seminario di Milano?”, non chiedono della qualità della vita spirituale, culturale, comunitaria. Vogliono sapere quanti sono i seminaristi», in un’ossessione crescente per i numeri che induce alcuni, sostiene l’arcivescovo, ad ipotizzare soluzioni strampalate.
La chiave di volta del ragionamento di mons. Delpini è nel pensiero del 15 ottobre, in cui invita ad osservare attentamente i campanili delle nostre chiese. «Come sono complicati gli orologi, quei meravigliosi orologi antichi dei campanili! Alberi, ingranaggi, ruote dentate, freni e giunti, lancette e batacchi. Insomma una cosa complicata, una macchina affascinante, un insieme di connessioni difficili da seguire. E tutto per suonare le ore e comandare la scampanata di mezzogiorno», osserva infatti l’arcivescovo. La maggior parte dei fedeli non ha ancora compreso quale sia lo scopo del Sinodo, presentato spesso dagli “esperti” con un linguaggio molto astratto. Per mons. Delpini «il Sinodo è una specie di complicato orologio. Ne vale però la pena, se per svegliare la Chiesa servirà suonare la scampanata della festa». Le campane delle nostre chiese continuano a ritmare il tempo di Dio accanto al tempo degli uomini e a invitare tutti al Banchetto della Grazia: ci insegnano così la costanza e la determinazione che bisogna avere per essere missionari.
Da venerdì 25 ottobre, a Legnano, il Seminario Arcivescovile di Milano è impegnato nella Missione vocazionale. 26 seminaristi sono accolti nelle famiglie, condividendone la vita quotidiana, e sono mandati nelle scuole, nelle stazioni, negli oratori a portare la loro testimonianza di vita. «Da anni la Missione è un’opportunità per il territorio di conoscere la realtà del Seminario e di lasciarsi provocare dalla testimonianza di quanti hanno deciso di mettersi alla sequela di Gesù», spiega il vicerettore del Seminario. L’esperienza degli anni passati attesta che le missioni vocazionali creano legami e suscitano domande che portano frutti duraturi nel tempo. Sono proprio come il campanile: tutte le volte qualcuno si ridesta dal sonno.
Lunedì, 28 ottobre 2024






