L’umanità è stanca del non senso, ma le viene incontro il Giubileo, segno della pienezza divina che “autorizza” a ben sperare
di Michele Brambilla
Mons. Mario Delpini, nel discorso alla città 2024, pronunciato nella basilica di S. Ambrogio il 6 dicembre, evidenzia il profondo malessere del corpo sociale. «La gente non è stanca della vita, perché la vita è un dono di Dio che continua a essere motivo di stupore e di gratitudine. La gente è stanca di una vita senza senso, che è interpretata come un ineluttabile andare verso la morte. È stanca di una previsione di futuro che non lascia speranza. È stanca di una vita appiattita sulla terra, tra le cose ridotte a oggetti, nei rapporti ridotti a esperimenti precari. È stanca perché è stata derubata dell’“oltre” che dà senso» a tutto il nostro esistere.
«La gente non è stanca della vita di famiglia, perché la famiglia è il primo valore, e il bene più necessario per la società, è la trama di rapporti che dà sicurezza, incoraggia, accompagna», così come «non è stanca dell’amministrazione, dei servizi pubblici, delle forze dell’ordine, della politica, perché è convinta che la vita comune abbia bisogno di essere regolata, vigilata, organizzata. La gente è stanca, invece, di una politica che si presenta come una successione irritante di battibecchi, di una gestione miope della cosa pubblica».
«In ogni cultura e religione il tempo non è lo scorrere delle ore e dei giorni nella durata interminabile e anonima», ricorda l’arcivescovo. «La comunità cristiana celebra la domenica come il tempo della grazia in cui Dio opera per radunare i suoi figli, per offrire riposo, per celebrare la speranza del Regno, per propiziare l’incontro, la festa, la contemplazione» e fin dall’Antico Testamento si affianca al momento di riposo settimanale un tempo speciale: il Giubileo.
«La tradizione dell’Anno Santo come anno di speciale indulgenza e riconciliazione è stata ripresa dalla Chiesa cattolica fin dal 1300 e ogni venticinque anni essa ripropone l’anno giubilare. Papa Francesco ha indetto l’Anno Santo nel 2025 con la bolla Spes non confundit e invita tutti a essere pellegrini di speranza. Il Giubileo segna il tempo e invita a una pausa nel nostro “fare” che è come costretto da un ingranaggio fatale. Una pausa in cui potersi porre le domande “economiche” veramente essenziali: che cosa ho ricevuto? Che ne ho fatto? Che cosa ho generato? “Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?” (Mt 16,26)»: è la domanda che dovrebbero porsi tutti, dal presidente della Repubblica all’ultimo fattorino, dato che «il Giubileo contiene un messaggio di giubilo, di gioia, di sollievo che deve interpretare la stanchezza della gente, della terra, della città come appello, provocazione, indicazione di cammino».
Si guardi, quindi, alla Milano del 2025 in quest’ottica. «Non vogliamo e non possiamo, infatti, sottrarci al compito di interpretare e affrontare la crisi antropologica che travaglia la nostra società», dice l’arcivescovo con franchezza. Mons. Delpini indica, tra le priorità, un’economia e una finanza a misura d’uomo e di piccola impresa. Alla “Milano bene” suggerisce, nel cinquantenario di Caritas Ambrosiana, di pensare e collaborare ad un «un’opera significativa su un tema particolarmente urgente come quello della casa per tutti», date le palesi insufficienze del sistema Aler.
Ci vuole, però, anche cura per il «“servo buono e fedele”», ovvero tutti coloro che svolgono lavori di cura, ma anche gli stessi sacerdoti, che appaiono «logorati da un carico di lavoro che si confronta con inedite resistenze e affaticati da adempimenti burocratici sproporzionati. L’anno giubilare può essere l’occasione per le istituzioni per dare sollievo a operatori stanchi con riconoscimenti più concreti, con simpatia e stima più evidenti, con una semplificazione della burocrazia». Nei confronti dei giovani «siamo debitori di un impegno straordinario perché, in una rinnovata alleanza tra generazioni, anch’essi possano sperare e dunque mettersi in gioco per far procedere la realtà su strade di bene».
Lunedì, 9 dicembre 2024






