Iniziativa con radici profonde e precedenti illustri, celebra i 50 anni della Caritas Ambrosiana e risponde in maniera sussidiaria al grande problema dell’acquistare una casa nella costosissima Milano
di Michele Brambilla
Il 18 dicembre 1974, alla vigilia di un altro Giubileo (1975), il card. Giovanni Colombo (1963-79) istituì la Caritas Ambrosiana. Mons. Mario Delpini ne ha celebrato il 50° anniversario il 15 dicembre 2024 con una Messa in Duomo, durante la quale ha egli stesso annunciato la nascita del Fondo Shuster-Case per la gente.
Il nome dato all’iniziativa dell’arcidiocesi prende spunto da quanto operato dal beato card. Schuster (1929-54) negli anni della ricostruzione, dopo la Seconda guerra mondiale, quando a Milano si fece impellente la richiesta di nuove abitazioni e anche di molte nuove chiese. L’allora arcivescovo constatava, nel 1949, che «l’assoluta mancanza di case obbliga migliaia di famiglie alla coabitazione […] È poi impossibile fare un calcolo anche approssimativo di tutti quei giovani e signorine che aspettano invano una casa, almeno un buco per comporre la loro famiglia […] Non ci sono case», osservava con dolore, e «ora in nome della carità e della giustizia io oso lanciare un appello a quanti possono disporre del superfluo, banchieri, industriali, finanzieri […] perché vogliano concorre a quest’opera cristiana di costruire case per quanti ne sono privi», impegnando per quell’impresa il suo stesso anello episcopale.
C’è poi da ricordare il Fondo Famiglia-Lavoro, istituito dal card. Dionigi Tettamanzi (2002-11) il 24 dicembre 2008, all’inizio della grave crisi economica determinata, ancora una volta, dal settore dell’edilizia.
Mons. Delpini, nella sua omelia per il 50° della Caritas, spiega che il nuovo Fondo Schuster «vuole raccogliere risorse per progetti di riqualificazione di case in degrado, per fornire garanzie per chi è in difficoltà per stipulare un contratto di affitto, per continuare a soccorrere chi si trova in difficoltà con le spese che la casa impone. È un fondo di risorse finanziarie che inizia con la destinazione di un milione di euro da parte della diocesi, attingendo a quell’8×1000 per la carità che la firma di tante persone rende disponibile. Chiedo a tutti coloro che possono di contribuire ad arricchire questo fondo perché si possano aiutare molti».
«Ma il Fondo Schuster non vuole essere solo una raccolta di risorse: vuole essere un messaggio, una provocazione, un invito alle istituzioni e a tutti gli enti e le persone sensibili alla sfida. Comune di Milano e Regione Lombardia hanno già garantito di mettere a disposizione appartamenti da riqualificare. Saranno un primo segno di cui i cittadini sono grati. Ma è solo un segno. Invochiamo una politica, una strategia, un’alleanza perché anche nella nostra città e nelle città della nostra diocesi si diffonda una parola di speranza e di incoraggiamento», dice l’arcivescovo pensando a tutto il territorio diocesano. Il “caro casa” non riguarda, infatti, solo la metropoli, ma anche e forse soprattutto il suo hinterland. Molti comuni popolosi del territorio circostante affrontano, ormai, le stesse dinamiche sociali delle grandi città, prima tra tutte la “gentrificazione”, ovvero la tendenza a creare aree abitate omogenee per reddito.
In ogni caso, il Fondo è «un segno, un seme, ma crescerà: so che posso contare sulla gente della Caritas, posso contare sulla gente delle nostre città, posso contare sulle istituzioni».
Lunedì, 23 dicembre 2024






