Mons. Delpini fa visita ai fidei donum ambrosiano in Messico ed usa la cattedrale di Villahermosa, ancora in costruzione, come simbolo di una Chiesa che pone come pietra angolare l’Eucaristia celebrata ed adorata
di Michele Brambilla
Come detto nell’articolo precedente, mons. Mario Delpini si trova in queste settimane in America Latina per incontrarvi i sacerdoti fidei donum provenienti dall’arcidiocesi di Milano.
La prima tappa del viaggio si è svolta in Messico, precisamente nello stato di Tabasco. Mons. Delpini ha potuto avere un momento di confronto con mons. Gerardo de Jesús Rojas López, vescovo di Villahermosa, e visitare la cattedrale cittadina, che è ancora in costruzione. Come ha potuto constatare il nostro arcivescovo, «la facciata si presenta compiuta e si innalzano due torri campanarie alte e solenni. Ma dietro la facciata la Cattedrale non c’è: uno spazio ridotto e un altare “provvisorio” è tutto quanto è disponibile per adorare» la Presenza eucaristica.
«Ma i fedeli di Villahermosa non sono rassegnati all’incompiuto. Vivono piuttosto la spiritualità di essere una chiesa in costruzione» attorno a Gesù. L’arcivescovo ha riconosciuto altri segni notevoli di una comunità entusiasta: a Villahermosa c’è «un moltiplicarsi di giovani che entrano in Seminario o negli istituti religiosi; c’è una riorganizzazione della presenza delle parrocchie sul territorio, creando nuove parrocchie per rendere sostenibile la attività pastorale». Il desiderio di amare e servire il Signore tracima persino nei decori floreali: mons. Delpini ha visto «fiori pieni di fascino e di mistero, i fiori dei tropici, fiori di prato e di campo, fiori che catturano il sole e il caldo e tutto trasformano in forme e colori» ai piedi dell’ostensorio eucaristico, della Madonna di Guadalupe e delle statue dei santi.
L’adorazione eucaristica continua è una pratica molto popolare in Messico. «Raccolgo questa devozione diffusa come la testimonianza di un affidamento: non possiamo fare molto per migliorare il mondo e la situazione del Messico. Possiamo pregare. Perciò preghiamo», ha commentato mons. Delpini, che nel corso del suo soggiorno in Messico ha impartito il Sacramento della Cresima in alcune parrocchie visitate.
Anche alcuni giovani ambrosiani vivono lungo l’estate esperienze missionarie. Il sito diocesano racconta quella del gruppo di animatori originario di Merate e di Lecco che ha portato l’oratorio estivo nel difficile quartiere San Pio (nome antico: Enziteto) di Bari.
Dal 28 luglio al 3 agosto a Roma si svolgerà il Giubileo dei giovani. Tanti gruppi italiani ed esteri scelgono Milano come tappa intermedia prima di giungere nella Città Eterna. 400 croati saranno ospitati nella parrocchia Madonna della Misericordia di Bresso, guidati da un sacerdote incardinato nella diocesi di Copenaghen. Pellegrini spagnoli sono attesi nell’Istituto salesiano S. Ambrogio di Milano e negli oratori di Garlate, Pescate e Olginate. Alcune comitive francesi transiteranno per Lentate e per l’ex-seminario di Seveso. I chiostri del Seminario S. Pietro Martire ospiteranno anche diversi messicani. C’è, infatti, chi arriva da oltreoceano, come un gruppo di brasiliani della diocesi di Macapà, destinato alla parrocchia milanese di S. Maria del Suffragio.
I giovani ambrosiani che stanno scendendo a Roma per il Giubileo sono ufficialmente oltre 4200 e avranno dei momenti specificamente dedicati, come il passaggio della Porta Santa nella basilica di S. Paolo fuori le Mura. Il Giubileo permetterà di rinsaldare il gemellaggio con la diocesi di Gaeta, che ospiterà ben 700 pellegrini milanesi nella settimana successiva agli eventi giubilari.
Accanto ai tanti segni di disintegrazione sociale si possono, quindi, vedere molti segni della “foresta che cresce”. Costruiremo ancora cattedrali.
Lunedì, 28 luglio 2025






