L’arcivescovo ancora in America Latina per fare visita ai nostri fidei donum e progettare nuove collaborazioni con le diocesi locali
di Michele Brambilla
Il 16 agosto mons. Mario Delpini è ripartito per l’America Latina, precisamente per l’Argentina. Nell’arcidiocesi di Buenos Aires sono infatti all’opera due fidei donum ambrosiani, precisamente don Mario Peretti e don Giorgio Assenza, ma non in una parrocchia. Don Peretti esercita il suo ministero presso due scuole aderenti al movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, mentre don Assenza è cappellano dell’Università Cattolica di Salta e collabora alla pastorale universitaria di Buenos Aires.
Ad accompagnare l’arcivescovo il responsabile della pastorale missionaria della nostra arcidiocesi, don Maurizio Zago, con il quale il 17 agosto ha compiuto un pellegrinaggio al santuario della Madonna di Lujan, il più caro alla devozione degli argentini e notoriamente molto amato da Papa Francesco. Recarsi a Buenos Aires e a Lujan a pochi mesi dal decesso del Pontefice argentino è anche un modo per rendergli omaggio nella terra che lo ha cresciuto e avviato al ministero sacerdotale. Mons. Mario Delpini ha avuto modo di incontrare anche l’attuale successore di Jorge Mario Bergoglio sulla cattedra di Buenos Aires, mons. Jorge Ignacio Garcia Cuerva, con il quale ha discusso della situazione delle rispettive diocesi e meditato sulla possibilità di incrementare le opere missionarie milanesi.
A partire dal 20 agosto il percorso è proseguito nel vicino Cile, dove il vescovo di Copiapò, mons. Ricardo Basilio Morales Galindo, dell’ordine di Nostra Signora della Mercede (“mercedari”), può già contare su un vicario generale originario della nostra arcidiocesi, don Guido Castagna, nato a Lecco. Don Castagna, però, non è un sacerdote diocesano e mons. Morales Galindo ha espresso il desiderio di poter avere specificamente dei fidei donum. Come ha ricordato don Zago, quando i preti diocesani si rendono disponibili per un servizio dedicato alle diocesi di recente evangelizzazione, «non siamo tanto missionari, ma siamo appunto fidei donum, ossia gente incaricata di condividere il dono della fede, così come l’abbiamo imparata qui nella Diocesi: è uno scambio di doni» tra “comunità sorelle”. Una diocesi più giovane e meno organizzata chiede consulenza e supporto a quelle di più antica evangelizzazione. In questo caso, a Copiapò c’è bisogno di sacerdoti che vadano in un’impervia regione mineraria per avviarvi le opere parrocchiali. L’incarico dei fidei donum, proprio perché è un aiuto che non ha la pretesa di sostituire il clero locale, è a tempo: 5 anni rinnovabili una sola volta, dopo di che bisogna rientrare a Milano.
I preti ambrosiani sono molto “ricercati” perché è ancora vivo, specialmente nei Paesi iberoamericani, il ricordo della riforma tridentina così come attuata da san Carlo Borromeo, che ha creato un clero disciplinato e coeso, dedito al popolo affidato. Anche i laici ambrosiani fidei donum hanno dato buona prova di sé all’estero perché educati in oratorio al servizio disinteressato, in comunione quasi istintiva con l’apostolato gerarchico.
Abbiamo visto citare, però, anche il movimento di CL, fondato, come noto, da un altro prete ambrosiano, il servo di Dio mons. Luigi Giussani. I milanesi educati nei movimenti si distinguono, di solito, per dottrina e spirito missionario. Insomma: quando i cattolici latinoamericani pensano all’Italia, molti pronunciano con gratitudine il nome del principale capoluogo lombardo.
Lunedì, 25 agosto 2025






