Ha fatto molto discutere la scelta di tenere la processione del Corpus Domini esclusivamente tra le navate del Duomo. Vi si è colto una certa arrendevolezza di fronte alle sfide del presente
di Michele Brambilla
La sera del 4 giugno la processione del Corpus Domini si tiene volutamente all’interno del Duomo, senza uscire sul sagrato o per le vie. Tanti hanno criticato questa scelta, dato che gli unici precedenti sono da rintracciare negli anni del Triennio giacobino (1796-99) o nel triste 2020.
In un’intervista rilasciata per rispondere alle obiezioni, il Moderator Curiae, mons. Carlo Azzimonti, ha riconosciuto che «si tratta di un cambiamento, maturato però dopo un’attenta riflessione sull’esperienza degli ultimi anni», in cui la processione si è svolta sia in centro che in periferia. «Purtroppo oggi, nella serata di un giorno feriale, come è il giovedì nel quale il rito ambrosiano prevede la celebrazione del Corpus Domini, nella nostra città ciò non è possibile. Le problematiche della viabilità caratterizzata da un traffico automobilistico sempre intenso – specie nelle zone semicentrali ma anche periferiche di Milano – rendono impraticabile la processione così come dovrebbe essere. Mentre in centro l’overtourism rischia di farla apparire un’iniziativa folcloristica» che desterebbe, al massimo, un po’ di curiosità superficiale. Tanti l’hanno considerata una scusa risibile, pochi ci hanno riflettuto senza polemizzare. Ad ogni modo, non si riesce ad evitare l’impressione di una “ritirata”, quando le piazze vengono prese, spesso con la violenza, da voci molto più prepotenti.
Anche l’arcivescovo tratteggia un’immagine molto amara del nostro tempo nel libro dato alle stampe il 2 giugno, intitolato Amare ancora la vita. Parole di consolazione per tempi difficili. Con una sfumatura in più, però: ricalcando lo schema ignaziano dei tempi di desolazione e di consolazione, «io voglio fare l’elogio del tempo carezza, che ti accarezza come un sollievo gentile. È il tempo che ti dedica un amico, una presenza desiderata. Che versa olio sulle ferite e allevia il dolore». Mai prendere decisioni avventate in tempo di desolazione, perché sono proprio le brutte impressioni della desolazione a condizionarci, ricorda sant’Ignazio di Loyola. Meglio rimanere fedeli a quanto Dio ci ha permesso di intuire nei momenti di consolazione. In un tempo individualista, ai cattolici tocca rompere il muro dell’indifferenza, mostrare di nuovo agli altri la presenza, accanto a loro, di Cristo risorto. Non si tratta, infatti, di dire solo “belle parole”, ma di agire, “sporcarsi” le mani con il dolore e la solitudine dell’uomo contemporaneo.
Lo conferma mons. Delpini stesso nell’omelia del Corpus Domini, quando invita ad andare «oltre le forme rassicuranti e le abitudini religiose» per raggiungere il senso pieno che Cristo dà ai nostri gesti, perché «l’opera di Gesù è di far vivere ciascuno dentro la comunione con tutti, al punto che se uno soffre tutti soffrono, se uno gioisce tutti gioiscono». E’ anche un modo per rispondere alle tante critiche ricevute: si poteva certamente gestire meglio la proposta e anche la sua comunicazione, ma le critiche vanno formulate con vero spirito ecclesiale, cioè senza ledere la comunione fraterna.
Resta il fatto che la scelta di non tenere la processione sia stata percepita essa stessa come divisiva. Una soluzione potrebbe essere tornare a festeggiare il Corpus Domini nella domenica più vicina, come peraltro stabilito dalla CEI per quanto riguarda le festività civilmente soppresse. Sicuramente ci sarebbero meno problemi con il traffico, vista la propensione dei milanesi più facoltosi al “weekendino” fuori porta, e meno conflitti con la movida, visto che al lunedì si torna al lavoro e non è quindi il caso di fare le ore piccole. Il nuovo Messale Ambrosiano, in accordo con il Lezionario del 2008, che aveva già unilateralmente modificato la disciplina delle feste, non suggerisce “piani B”, a differenza dell’edizione precedente, ma consente di replicare la celebrazione in forma più solenne proprio la domenica.
Lunedì, 8 giugno 2026






