Il senso di corresponsabilità che occorre suscitare tra i frequentatori delle parrocchie è quello di colui che diventa testimone del bene ricevuto perché, tramite esso, ha incontrato lo stesso Gesù
di Michele Brambilla
Come ormai ogni anno, giunge il momento della presentazione del Bilancio di missione dell’arcidiocesi di Milano. Mons. Mario Delpini, nel suo discorso di commento ai dati ricavati dalla Curia, pone al centro l’obbiettivo educativo della pubblicazione del Bilancio: si ha l’ambizione «di fare evolvere l’atteggiamento di chi si accosta alla comunità cristiana».
Leggendo il Bilancio non si deve solo dire che «i soldi vengono usati bene, che le finalità sono perseguite con senso di responsabilità», tanto che rimangono alti anche i contributi dei cattolici meno praticanti, ma bisogna anzitutto ricordare che «la comunità è composta da tutti noi: non c’è un erogatore di servizi e un fruitore; esiste una comunità in cui è necessaria la condivisione dei beni», o meglio della gestione degli spazi (aule, bar, campi da gioco) di cui la parrocchia si è dotata per portare avanti il suo compito evangelizzatore. La preoccupazione dell’arcivescovo è che la parrocchia venga vissuta troppo spesso come un insieme eterogeneo di ambienti e di servizi da utilizzare per i propri scopi personali, a prescindere dal carattere religioso dell’istituzione, come biasimato anche nell’intervista concessa giusto la settimana prima, in cui mons. Delpini ha descritto le difficoltà nell’instillare una vera vita di preghiera nei giovani che frequentano i nostri oratori.
Il punto è esplicitato da don Massimo Pavanello, responsabile della pastorale per il turismo. Perché un’arcidiocesi dovrebbe mantenere, per esempio, una propria agenzia di viaggio, come accade a Milano? Perché «sullo sfondo c’è l’evangelizzazione attraverso il turismo», in altre parole praticare la via pulchritudinis. La Chiesa ha come scopo primario l’evangelizzazione e tutte le attività, anche quelle che possono sembrare puramente ludiche, hanno l’obbiettivo di condurre le anime al Signore. Come rimarca mons. Bruno Marinoni, «la maggioranza delle persone che si impegnano, o meglio, che partecipano alla missione, non offrono solo un po’ del loro tempo, ma si sentono parte della missione della Chiesa: in altri termini, si potrebbe dire che avvertono il senso della corresponsabilità» nei confronti dell’apostolato gerarchico.
L’arcivescovo è colpito dal fatto che, pur diminuendo le offerte in generale, il risultato finale rimane invariato: diminuiscono i donatori, ma le cifre versate sono più sostanziose, segno del permanere della stima nei confronti delle opere sociali e caritative dell’arcidiocesi. I fedeli tendono, in particolare, a sostenere le proprie comunità di appartenenza. Proprio l’appartenenza diventa il concetto chiave: c’è una netta differenza tra la città di Milano, dove è molto difficile infondere nei fedeli un senso di comunità per via dell’ambiente molto dispersivo della metropoli, e le Zone pastorali esterne alle mura cittadine, dove anche gli ambienti più urbanizzati (si fa l’esempio virtuosissimo di Lecco) si dimostrano più coesi attorno alle loro parrocchie. «Milano si riconosce sempre nella Madonnina e manifesta un grande culto per alcuni simboli, ma, forse, c’è da dire che Milano vive fuori Milano, è abitata da gente che va e viene e quindi ci sono meno persone che abitano in città, anche se hanno qui la loro residenza»: molti milanesi si rapportano, per esempio, come degli estranei con la propria parrocchia anagrafica, ma si dimostrano generosissimi con quella presso la quale trascorrono i weekend o le vacanze estive.
Eppure non è poco il bene che si fa anche nelle parrocchie di città, come dimostrano gli oratori (di cui uno retto dai francescani) che mons. Delpini visita nei giorni 29 e 30 giugno, persino pranzando in alcuni di essi. L’arcivescovo mette subito in chiaro la sua prospettiva educativa facendo pregare il Salmo 8, in cui si esalta Dio per i doni concessi all’uomo, e il Padre nostro: il creato è il luogo in cui scoprirsi chiamati a realizzare qualcosa di grande che rende gloria al Creatore.
Lunedì, 6 luglio 2026






