Alleanza Cattolica
in collaborazione con la Diocesi di Brescia, l'Associazione Obiettivo Chaire e la Fondazione Novae Terrae,
invita al convegno sul tema: 

La famiglia, nuova periferia esistenziale?
La comunità cristiana di fronte alle sfide della Gendercrazia

Sabato 4 ottobre 2014 ore 9:00 - 17:00
Centro Pastorale Paolo VI - via G. Calini, 30 - Brescia
 


Teoria del “gender”
e sfida antropologica per la famiglia

Incontro con

Laura Boccenti

Giovedì 18 settembre 2014 alle ore 21:00
Centro Pastorale Diocesano (ex Seminario Minore)

via Solferino 25, Parma
(ingresso auto lato ovest, in Viale G. M. Conforti, 10)

 

 

 

Domenica 5 ottobre: le Sentinelle in Piedi tornano in piazza in cento città

Marco Invernizzi


Care amiche, cari amici

Piacenzacirca un anno fa la Camera dei deputati approvò la proposta di legge dell'on. Scalfarotto che, in nome della lotta all'omofobia, avrebbe portato in prigione coloro che avessero sostenuto che il matrimonio è soltanto fra un uomo e una donna e che un bambino ha diritto ad avere un padre e una mamma. Lo stesso Scalfarotto aveva dichiarato il 26 agosto 2013 che la legge doveva precedere quella sulle unioni civili, per equiparare l'unione fra persone dello stesso sesso con il matrimonio naturale. Lo scopo era evidente: quando fosse cominciata la battaglia per le unioni civili, i contrari sarebbero stati penalizzati dalla presenza di questa legge che minacciava di mandarli in galera.

Accadde qualcosa di inaspettato. Un convegno di diverse associazioni cattoliche, a Casale Monferrato, che denunciava il ddl Scalfarotto come legge libertidica, venne impedito da decine di militanti lgbt che invasero la sala e costrinsero gli oratori ad andarsene senza poter parlare. Altri convegni si svolsero a Verona, Milano e in altre città italiane, mentre contemporaneamente a Brescia, a Bergamo e poi a Milano e in decine di città italiane scesero in piazza le Sentinelle in Piedi, che vegliavano in silenzio, con un libro in mano, per la libertà di espressione minacciata e per affermare la verità sul matrimonio naturale come unico fondamento possibile del bene comune. Solo la famiglia fondata sul matrimonio per sempre di un uomo e una donna può essere la cellula fondamentale di una società, cominciarono a ripetere i portavoce delle veglie prima di trascorrere  un'ora in silenzio, con un libro in mano.

Nel frattempo un pugno di deputati, in agosto, erano riusciti a portare alla luce del sole il tentativo di fare passare la legge Scalfarotto senza clamore mediatico, senza allarmare l'opinione pubblica. Questo fatto contribuì ad accrescere l'allarme di molte persone, che nel frattempo venivano a conoscenza della gravità dell'operazione grazie a decine di conferenze e per mezzo di pochi e piccoli giornali di secondo piano. Insomma, la protesta crebbe, aumentarono le veglie e il numero dei partecipanti.

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Un grande Papa per una guerra “inutile” e ignobile

Marco Invernizzi

 

Tra le tante necessarie revisioni storiche c’è quella della Grande guerra (1914-1918). Solo dalla storia può venire la scoperta di un’identità nazionale, che oggi manca. Ma da una storia che affronti la realtà senza paura di scontrarsi con quanto ci hanno insegnato a scuola.

«Ognuno invocava lo stesso Dio per distruggere uomini della stessa fede. Tranne la grande e non ascoltata parola del Papa Benedetto XV, nobile e incompreso Pontefice, … nessuna parola, nessun sentimento di religione abbreviarono di un’ora sola gli orrori della guerra». Sono le parole di Francesco Saverio Nitti, uno statista e uomo politico liberale, non cattolico, ma intellettualmente onesto.

Queste parole descrivono una sconfitta di enorme portata che subì la Chiesa nel corso di quell’anno, una sconfitta percepita da papa san Pio X che morì per il grande dolore poche settimane dopo aver appreso dell’inizio del conflitto, ma anche dal suo successore, Benedetto XV, che guidò la Chiesa per soli otto anni nonostante la giovane età per fare il Papa (1854-1922). Certamente i nove milioni di morti, certamente l’«inutile strage» come scriverà il Pontefice nella Nota ai belligeranti del 1917, ma soprattutto la guerra incredibile e incresciosa che si fecero per cinque anni popoli cristiani, senza che ci fossero “buoni” o “cattivi”, con interi episcopati coinvolti nel sostegno ai rispettivi Stati, in un clima che vide esplodere un nuovo nazionalismo (di “destra”, diremmo oggi) accanto e a volte al posto del nazionalismo democratico e repubblicano che aveva dominato la scena fino ad allora, erede della Rivoluzione francese.

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Difesa della famiglia e della vita: a che punto siamo?

Susanna Manzin


Alcuni passaggi da tenere presenti prima che riprenda la battaglia per la vita e
la famiglia. 

 

Nemmeno in vacanza si può stare tranquilli. Il tema della fecondazione eterologa e delle sue linee di attuazione ha riempito le prime pagine dei quotidiani che si leggevano sotto l’ombrellone (o sotto l’ombrello, vista l’estate di tempo pazzo).

Vediamo un po’ a che punto siamo.

Una premessa: non dimentichiamo che il primo livello dell’impegno su questo fronte è quello culturale. Noi di Alleanza Cattolica diffondiamo il magistero e in questo caso parliamo di diffusione di una verità naturale che deve essere accolta da tutti, credenti e non. La fecondazione artificiale è sempre un male, anche quella omologa. Le cronache di questi ultimi mesi ci hanno raccontato aberrazioni che dovrebbero scuotere le coscienze e farci capire che l’attacco all’uomo ha raggiunto uno stadio drammatico. Eppure c’è chi gira la testa dall’altra parte e finge di non vedere. A noi spetta il compito di ricordare la verità, il bene e la bellezza della maternità e paternità naturale, contro ogni manipolazione dell’uomo.  Questo è il nostro compito. E personalmente ho cercato di farlo anche con un romanzo, “Il Destino del Fuco” (D’Ettoris Editori) (un po’ di pubblicità occulta non fa mai male).

Ma vediamo a che punto siamo con la situazione legislativa posto che, dopo avere ricordato quale è l’integralità del bene, ci auguriamo che i (pochi, ahimè) parlamentari che ancora hanno a cuore la difesa della vita umana e della famiglia facciano il possibile per ottenere un piccolo bene, o almeno chiudano la porta ad alcuni mali. Avremmo preferito un grande bene, ma a seguito della situazione disastrosa creata da certi magistrati, che fare?

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L'esaltazione della guerra nel primo conflitto mondiale e il pacifismo di oggi

Marco Invernizzi

Care amiche, cari amici

ristampato quest'anno, il testo di Emilio Gentile, L'apocalisse della modernità. La Grande Guerra per l'uomo nuovo (Oscar Mondadori 2014, 1 ed. 2008), costituisce un'ottima occasione per coloro che volessero prendere spunto dal centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale per riflettere sulle devastanti conseguenze provocate da questo evento all'interno dei popoli europei.

Il libro passa in rassegna le opinioni di moltissimi intellettuali e artisti dell'epoca precedente il 1914, la cosiddetta Belle époque, che quasi unanimemente auspicavano un sommovimento generale che permettesse la nascita di una nuova epoca, finalmente liberata dal materialismo e dall'edonismo borghese, che ogni nazione attribuiva all'altra, al nemico. Così la Francia odiava la Germania, sperando in una rivincita della sconfitta del 1870, e quest'ultima odiava la prima accusandola di frivolezza e contrapponendo il rigorismo luterano al giacobinismo ugualitario del 1789.

Era il nazionalismo l'ideologia allora dominante, uscito dalla Rivoluzione francese e penetrato in tutti i Paesi europei attraverso le armate di Napoleone, un amore per la propria patria che non aveva nulla a che fare con l'amore per la terra dei padri (che riuscì a convivere dentro gli imperi, la cui concezione politica era l'esatto contrario dell'ideologia nazionalista).

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Friday the 19th. - Comunità ambrosiana - Alleanza Cattolica - Milano
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